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Pentola a pressione: cosa succede agli elementi nutritivi?

Quando si tratta di esaminare un metodo di cottura, è molto importante cercare di capire cosa accada agli elementi nutritivi che compongono gli alimenti trattati.
Nel caso della pentola normale, una volta che l’acqua abbia raggiunto i 100° necessari per provocare l’ebollizione, esce portando con sè anche una parte degli elementi chimici e biologici che compongono gli alimenti in fase cottura.
Proprio per questo molte persone preferiscono sottoporre gli stessi alimenti al trattamento di una pentola a pressione, la quale assicura notevoli vantaggi sotto questo punto di vista. Andiamo a vedere quali.

I vantaggi nutrizionali della cottura a pressione

Tenere gli alimenti all’interno di una pentola a pressione si traduce in vantaggi nutrizionali ben precisi. In particolare:

  • le vitamine, che si degradano ove sottoposte all’attacco prolungato del calore o nel caso siano esposte alla luce, proprio all’interno della pentola pressione trovano ambiente ideale per la cottura, che avviene in un recipiente scuro e molto rapidamente, andando a ridurre drasticamente l’impatto negativo del calore e della luce. Inoltre venendo eliminato l’ossigeno, non avviene ossidazione;
  • i sali minerali non si sciolgono nell’acqua per poi disperdersi nell’atmosfera, come avviene con la cottura tradizionale, ma rimangono nella pentola a pressione senza impoverirsi e rendendo meno indispensabile l’impiego di sale per insaporire le pietanze;
  • i grassi vegetali e animali, non subiscono le alterazioni a livello molecolare cui sono sottoposti in caso di trattamento termico prolungato. Va ricordato che tali alterazioni possono rivelarsi biologicamente rilevanti e potenzialmente dannose per l’organismo.

Possiamo concludere ricordando che il calore rappresenta il principale nemico di alcuni nutrienti indispensabili, soprattutto se l’esposizione degli alimenti si prolunga. Nel corso della cottura tradizionale, ad esempio, le vitamine C e la B1, le più sensibili in assoluto, vengono distrutte in una percentuale che può arrivare sino al 95%. Mentre ammonta al 50% la perdita di antiossidanti, almeno stando a recenti studi condotti al proposito. Proprio per questo la pentola a pressione dovrebbe essere preferita a quella convenzionale, andando ad aggiungere i vantaggi in termini nutrizionali a quelli derivanti dalla ridotta necessità di tempo.
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